Siamo nel marzo del 2016. A Seul, nell'albergo Four Seasons, un uomo siede davanti a una scacchiera di Go. Si chiama Lee Sedol. Ha 32 anni, 18 titoli mondiali, ed è considerato il più grande giocatore della sua generazione, forse dell'era moderna. Dall'altra parte non c'è nessuno. C'è AlphaGo, un sistema di intelligenza artificiale sviluppato da Google DeepMind. La partita è trasmessa in diretta. La guardano oltre 200 milioni di persone. Quello che accade in quei cinque giorni di marzo è, allo stesso tempo, due eventi epocali distinti. E capire perché sono distinti è esattamente il punto di partenza per capire in che mondo stiamo vivendo oggi . Il primo evento: il momento Sputnik dell'intelligenza artificiale. AlphaGo vince 4 a 1. Batte un campione che gli esperti ritenevano imbattibile almeno per un altro decennio. Lo fa con mosse che nessun professionista aveva mai immaginato, come la Mossa 37 della seconda partita, una giocata che aveva una probabilità su...
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